Nota Operativa

Nota Operativa 2 Determinazione del canone annuo di concessione

Il canone non deriva da una percentuale legale fissa dell’investimento, ma dalla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione.

Canone
Concessione
Pubblicazione originaria: 23 aprile 2026
Data di verifica: 15 luglio 2026

1. Project Financing

Nel contratto di Project Financing o concessione il concessionario assume il rischio operativo quando, in condizioni operative normali, non gli è garantito il recupero degli investimenti effettuati o dei costi sostenuti per la gestione.

Il Codice richiede inoltre che l’assetto del rapporto conservi l’equilibrio economico-finanziario, inteso come contemporanea presenza di convenienza economica e sostenibilità finanziaria. Il canone annuo può essere previsto dalla convenzione, ma deve restare coerente con tale equilibrio.

Non esiste nel Codice una norma che imponga un canone pari a una percentuale predeterminata dell’investimento iniziale o a valori catastali, erariali o fiscali.

2. Investimento, valore della concessione e canone

  • Investimento iniziale: capitale impiegato per realizzare l’opera o avviare il servizio.
  • Valore della concessione: fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata, al netto dell’IVA, stimato con metodo oggettivo.
  • Canone annuo: somma che la convenzione può porre a carico del concessionario, in misura fissa, variabile o mista.

Il valore della concessione non deve essere confuso con il solo ammontare dei canoni.

3. Metodo di determinazione del canone annuo

  1. Stimare i ricavi attesi della gestione: tariffe, volumi, ricavi accessori e introiti collaterali.
  2. Stimare tutti i costi: gestione, manutenzioni, rinnovi, assicurazioni, fiscalità e investimenti.
  3. Strutturare il finanziamento: equity, debito, costo, durata e profilo di rimborso.
  4. Inserire il canone come uscita del PEF e verificare sostenibilità e bancabilità.
  5. Adeguare il canone fino al livello compatibile con equilibrio e trasferimento reale del rischio operativo.
Canone annuo sostenibile teorico

Ricavi attesi − costi operativi − accantonamenti e rinnovi − servizio del debito − imposte − remunerazione obiettivo dell’equity − margine prudenziale.

La formula è una regola tecnico-finanziaria, non una formula legale.

L’esempio numerico della precedente versione non è riprodotto nel presente snippet perché i valori originari richiedono una validazione aritmetica separata. La metodologia e la conclusione restano invariate.

4. Forme contrattuali del canone

  • Fisso: importo costante, eventualmente rivalutabile.
  • Variabile: quota parametrata a fatturato, incassi o indicatori di gestione.
  • Misto: una tantum iniziale e quota annua fissa o percentuale.

La scelta dipende dalla tipologia della concessione e dalla volatilità dei ricavi, ma deve essere verificata nel PEF.

5. Regola pratica per l’ente concedente

  • Non partire dal gettito desiderato per poi forzare il PEF.
  • Partire da ricavi realisticamente conseguibili e costi integralmente stimati.
  • Verificare sostenibilità finanziaria e remunerazione non irragionevole del capitale privato.
  • Effettuare analisi di sensibilità su domanda, inflazione, energia, tassi e manutenzioni.
  • Motivare nei documenti di gara il metodo utilizzato.

6. Conclusione

Il canone annuo è una voce del PEF compatibile con l’equilibrio economico-finanziario della concessione. L’investimento iniziale incide sui flussi e sul livello massimo sostenibile, ma non genera una percentuale automatica di canone.

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Fonti